“La scrittura autobiografica”, di Roberta Rossi

La scrittura autobiografica è un’alleata fantastica per fissare in uno spazio privato emozioni, paure, gioie, sconforto, desideri. Scrivendo nero su bianco ciò che stiamo vivendo e le relative sensazioni, sarà più facile analizzarle, dandogli concretezza per poi liberarsene, se sono negative, o amplificarle, se ci fanno sentire felici.

Se non sai come fare, scrivi

Il mio suggerimento per affrontare i momenti di confusione, quelli che attraversiamo tutte a prescindere dal particolare contesto, è scrivere ciò che stiamo vivendo. Non è necessario prestare attenzione alla forma stilistica e alla sintassi, né applicare le regole che insegnano a scuola o ai corsi di scrittura.
È sufficiente allo scopo – ovvero riordinare i propri pensieri – fissare ciò che passa nella testa e dargli forma attraverso le parole scritte. Basta quindi la tastiera di un computer, oppure carta e penna.
L’importante è chiudersi in una stanza silenziosa, spegnere televisione e cellulare e connettersi solo con se stesse.
Sembra facile, ma a volte non lo è. Parte del problema dipende dal fatto che, al giorno d’oggi, siamo abituate a stare connesse con il mondo esterno, con qualcosa che è altro rispetto a noi. Prese da mille distrazioni e dal “dover fare”, schiacciate dagli impegni quotidiani, abbiamo perso l’abitudine di dialogare con noi stesse, che è invece un momento essenziale per (tentare di) capirci fino in fondo. Tornare a questa pratica è fondamentale: magari non ci consentirebbe di evitare gli errori, ma almeno di individuarli a posteriori e di fare meglio la volta successiva.

Scrivere per sé e scrivere per gli altri

La scrittura ci obbliga a guardarci dentro e a lasciare qualcosa di noi in quel testo che, se ne avremo voglia, potrà essere consegnato a un lettore. Quest’ultimo avrà così modo di stabilire una connessione con noi, con i nostri pensieri più profondi, con il nostro modo di vedere e interpretare il mondo.
Tutto sommato, la scrittura la esercitiamo anche quando abbiamo tra le mani il nostro smartphone. Temo però che quella che usiamo su What’sApp sia troppo condizionata dagli spazi ridotti, dalle circostanze esterne, dall’interlocutore selezionato per poter rappresentare uno strumento di comunicazione e di conoscenza più ampia del sé, anche se può comunque aiutarci a fare il punto della situazione.
I fogli sono uno spazio indubbiamente migliore. Immagina un quadernino con le pagine colorate e la copertina con un’immagine che ti ricorda qualcosa di molto gradevole: sarà un piacere annotarvi appunti, un vero e proprio racconto oppure ciò che vivi ogni giorno, mentre la tua pancia cresce oppure il tuo cucciolo muove i primi passi.

Un quadernino per te

La nostra Brigitta Ricci ha regalato a tutte noi della redazione di Ma’PerTe un quaderno creato da lei e personalizzato in base ai gusti di ciascuna. Il mio, ad esempio, è formato dall’alternanza di pagine di colori diversi (marroncino, giallo intenso, panna, un foglio lucido e di nuovo marroncino, giallo intenso…). In copertina ci sono tanti bicchieri pieni di cocktail e vino, la mia passione. La rilegatura è fatta con il punto metallico.
Bastano pochi strumenti, grazie ai quali potrai realizzare il tuo “spazio” ideale per annotare i tuoi pensieri, ma anche per custodire fotografie, ritagli di giornale, e perché no, realizzare disegni e colorarli.

scrittura autobiografica

Il lettore ideale del tuo racconto autobiografico potrebbe essere il tuo bambino

Sì, un giorno il tuo bambino potrà leggere ciò che hai scritto mentre attendevi il suo arrivo. Sarà bellissimo “chiacchierare” con lui/lei e sarà per te emozionante rileggere, un giorno, ciò che hai scritto mentre la tua pancia cresceva, i suoi calci si facevano sentire, i vostri cuori battevano all’unisono.

Cinque esempi di scrittura autobiografica

Non voglio suggerirti degli esercizi, ma degli esempi di scrittura autobiografica, così da stimolare in te la voglia di scrivere, immaginando il tuo bambino come futuro lettore delle tue parole.

  1. La scrittura è memoria: è lo strumento più semplice e immediato per fissare gli eventi della quotidianità. A fine giornata, potresti scrivere ciò che ti è successo, eventi belli e meno belli, seguendo un ordine cronologico.
  2. La scrittura è autoanalisi. Terminato l’elenco di cui abbiamo appena parlato, cerchia con una matita colorata o con un evidenziatore il fatto per te più significativo, quello che, ad esempio, ha rappresentato una novità rispetto ai giorni precedenti. Immagina di raccontare al tuo bambino ciò che, giorno dopo giorno, ha cambiato la tua vita: oltre a consegnare a lui/lei i passi fondamentali del cambiamento che hai vissuto, questo è un ottimo modo per passare dalla ricostruzione cronologica dei fatti all’analisi introspettiva, utile a te.
  3. Scrivere è guardarsi dentro e consegnarsi al lettore. Potresti segnare, accanto a ogni frase cerchiata, un aggettivo che esprima i tuoi sentimenti a riguardo. Ad esempio, se pensi che il fatto più rilevante della tua giornata sia stata l’ecografia di controllo, accanto potresti scrivere ciò che hai provato vedendo il tuo piccolo nello schermo. È molto bello e importante comunicare al tuo bambino l’immagine più vera di te, mostrando sia la tua forza che le tue fragilità.
  4. Scrivere è creare. Potresti prendere spunto dall’episodio cerchiato per proseguire la narrazione e trasformarla in un racconto. L’incipit lo hai già, ora inventa i personaggi, dai loro forma e sostanza. Inseriscili nel contesto storico e ambientale che più ti ispira. Il tuo ginecologo potrebbe diventare un agente segreto, la sua segretaria una spia britannica e la donna incrociata in sala d’aspetto la regina Elisabetta.
  5. Scrivere è dialogare con ciò che abbiamo dentro. Completato il tuo racconto, potresti disegnare i tuoi personaggi: tratteggiare i contorni del viso, riprodurre i tratti somatici immaginati per ciascuno di loro, ricostruire l’ambiente in cui vivono, magari solo attraverso uno sfondo colorato, allegro o cupo, vivace o ingrigito. Chissà che ti venga voglia di provare a descrivere e disegnare il tuo bambino, così come te lo immagini quando lo avrai tra le braccia.

Ricorda che per fare tutto ciò non è necessario essere scrittrici o disegnatrici provette. Fidati delle tue emozioni e lasciati andare: cuore ti guiderà nel dare forma a ciò che custodisci dentro di te!

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