Ormoni

A cura di Sara Meglioli

Nel nostro corpo c’è un apparato molto meno “famoso” di molti altri e di cui spesso dimentichiamo l’esistenza: il sistema endocrino. La sua funzione è produrre e immettere nell’organismo gli ormoni, sostanze secrete dalle ghiandole endocrine.
Il funzionamento di questi piccoli messaggeri mi ha sempre affascinata: ben presto mi sono resa conto della loro importanza vitale. Non mi riferisco solo al periodo della gravidanza, durante il quale capita spesso di sentirne parlare, ma anche ad ogni azione della nostra giornata.
Sonno-veglia? È un ritmo regolato da un ormone.
Crescita? Altro ormone.
Stress? Ormone.
Fuga davanti al pericolo? Ormone, ovviamente.
Perfino l’affetto e il legarsi alle altre persone sono collegati a un ormone.

Ma cosa sono di preciso gli ormoni?

Le ghiandole endocrine hanno la funzione di produrre questi messaggeri chimici di cui stiamo parlando, che mandano segnali differenti alle varie parti del corpo per reagire, rispondere, produrre, fare qualcosa di specifico.
Mettiamola così: mentre i neuroni producono scariche elettriche che mandano un messaggio rapido e semplice come un SMS, gli ormoni funzionano come una bella, articolata e ragionata lettera scritta a mano. Quest’ultima impiega un po’ di tempo per arrivare a destinazione, ma il messaggio è chiaro e completo, così non c’è possibilità di fraintendimento.
Ogni ormone ha delle funzioni specifiche, ovvero ciascuno manda dei messaggi differenti. In gravidanza, l’ormone di cui sentirete più spesso parlare è l’ossitocina.

Cos’è l’ossitocina?

L’ossitocina viene prodotta dall’ipofisi o ghiandola pituitaria: il suo compito principale è stimolare la muscolatura dell’utero promuovendo il travaglio e il parto. Infatti il suo nome, che deriva dal greco, significa “produrre sotto”.
Fino alle ultime fasi della gravidanza, l’utero è insensibile all’ossitocina, ma con l’avvicinarsi del termine della gravidanza, la sensibilità aumenta sempre di più – alcuni studi individuano l’improvviso aumento di questo ormone che raggiunge l’utero come l’evento scatenante del parto.

Le funzioni dell’ossitocina

Nel parto indotto, viene somministrata tramite endovena proprio l’ossitocina, in modo da stimolare o aumentare le contrazioni dell’utero. In moltissimi ospedali, dopo il parto viene fatta una piccola puntura alla madre: è una dose di ossitocina, importante per continuare a stimolare la contrazione dell’utero. Solo se quest’ultimo si contrae, può cessare l’emorragia conseguente al parto.
Un’altra importante funzione dell’ossitocina riguarda l’uscita (eiezione) del latte dal seno. La suzione del capezzolo da parte del neonato stimola la produzione di ossitocina che, a sua volta, induce le cellule muscolari del seno a spremere fuori il latte prodotto.
Questo riflesso può essere modificato da molti fattori, come lo stress e l’ansia, che impediscono il flusso del latte. Rilassarsi, bere una tisana, un po’ di riposo possono contribuire alla risoluzione del problema.

L’ossitocina e le relazioni

È noto che, durante l’eccitazione sessuale, le concentrazioni di ossitocina, sia nell’uomo che nella donna, salgono fino ad avere un picco durante l’orgasmo.
Non è ancora chiara la funzione dell’ossitocina durante l’atto sessuale: molto probabilmente nell’uomo riguarda l’emissione degli spermatozoi e del liquido della prostata, mentre la contrazione dell’utero e della vagina potrebbe favorire il trasporto dello sperma.
Infine l’ossitocina favorisce l’attaccamento relazionale: i contatti fisici affettuosi, una carezza, un abbraccio, un bacio, ma anche solo vedere dei bambini piccoli e le persone che amiamo, stimolano la produzione di ossitocina che quindi favorisce il legame e la relazione.

È proprio vero che l’ossitocina ci aiuta ad amare!

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