A cura del nostro fashion stylist Claudio Di Gennaro

È da poco uscito il manuale “Zero motivi per non essere fashion”, firmato da un giovane e promettente esperto di moda, Claudio Di Gennaro. Ne abbiamo curato la pubblicazione con Edizioni Terra marique.

Un fashion stylist per amico

Ti abbiamo già parlato di Claudio qui. In questo articolo desideriamo proporti un passaggio del suo libro: “Ci sono stati giorni in cui pensavo che nessuno mi capisse, altri in cui cercavo disperatamente qualcuno che mi guidasse da qualsiasi parte, non importava dove, purché fosse lontana dagli squali. Mentre cercavo di tamponare le mie ferite, quelli, gli squali, continuavano a mordermi e a ricordarmi chi fossi. Per ferirmi, mi rivelavano me stesso.
Ebbene, cominciai a guardarmi, a osservarmi sempre più attentamente e a scoprire che in fondo non ero neanche male. Mi tolsi la felpa con il cappuccio e i pantaloni di due taglie più grandi. Sentii il sole scaldarmi la pelle e trovai una nuova energia dentro di me, quella forza invisibile ma tenace che mi aveva aiutato a non annegare.
Per fortuna non ero così fragile, così riuscii a mettere i miei sogni, i miei obiettivi davanti alla tentazione di mollare e soccombere. Oggi so di poter dire grazie a quei bulletti che, forse, non hanno fatto altro che aprirmi gli occhi e spingermi a guardarmi dentro, sotto quei vestiti pesanti e la spessa coperta. Soprattutto mi hanno costretto a riflettere su cosa davvero volessi e hanno accelerato il mio coming out. Che è avvenuto mentre trattenevo il fiato, in apnea, in quel mare che credevo popolato da soli predatori. Invece non era così.
Ma era ancora presto per comprendere cosa significasse essere gay: l’avrei capito solo più tardi. Fin da allora però ho dimostrato di voler essere una persona libera e con questo principio fermo davanti a me ho sempre camminato, sicuro e determinato.
Oggi racconto volentieri la mia storia: se mi capita di farlo durante uno degli incontri organizzato dalla comunità gay di Roma o sulle pagine di un libro, ben venga, perché mi piace la possibilità di aiutare i più giovani cosicché trovino la forza di essere se stessi”.
Ecco a chi abbiamo affidato la rubrica Fashion Mum sulla nostra rivista Ma’PerTe: al numero uno!
In attesa di scoprire cosa Claudio propone alla donna per sentirsi bellissima e comoda con il pancione, proponiamo qui un estratto (dedicato ai tessuti) dal suo manuale, un vero must da tenere sempre in borsetta per qualche consiglio prêt-à-porter.

Il lyocell è il più intelligente della classe

Il lyocell, chiamato anche tencel, è una creazione super intelligente, prima di tutto perché è eco-sostenibile, essendo derivato dalla cellulosa di legno, soprattutto eucalipto, quercia e betulla, poi perché il suo ciclo produttivo non è tossico, è molto rapido e richiede un limitato impiego di acqua ed energia.
Curiosità: il lyocell è stato sviluppato per la prima volta, negli anni ’70, dagli americani, ma è stato poi venduto alla multinazionale austriaca già citata, che oggi è uno dei maggiori produttori al mondo.
I vantaggi del lyocell sono innumerevoli: le sue fibre lisce ed elastiche ne fanno un tessuto molto resistente, inoltre sa assorbire l’umidità, è antibatterico, è naturalmente traspirante, leggero e confortevole, per cui adatto in caso di intensa sudorazione o pelle sensibile. Unica pecca, il prezzo. Ma si sa, la qualità si fa pagare.
(Testo tratto da “Zero motivi per non essere fashion” di Claudio Di Gennaro)

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Mai sentito parlare di modal?

Il modal è una fibra artificiale di derivazione naturale, estratto dal legno di faggio. I primi a impiegarlo sono stati i giapponesi, poi varie aziende si sono lanciate sulla produzione di questa fibra, attirandosi non poche accuse per via della deforestazione causata soprattutto in Indonesia. Se vuoi indossare un tessuto ecologico e sostenibile, leggere “fibra di faggio” o “modal” sull’etichetta non basta: bisogna infatti considerarne la provenienza geografica e i processi alla base della produzione del filato.
Una multinazionale austriaca ha invece creato un marchio registrato, inventando anche un metodo produttivo eco-friendly: il modal così prodotto è impiegato da diverse case di moda, anche italiane. In effetti, in Austria i faggeti abbondano, in più questa metodologia innovativa evita l’uso di prodotti chimici, garantendo la rigenerazione naturale degli alberi e un impatto ambientale ridotto al minimo.
In pratica, vincono tutti, stile incluso, perché il modal genera tessuti lisci, che rimangono soffici anche dopo diversi lavaggi, non trattenendo minerali come il terribile calcare. Essendo morbido di natura, viene spesso abbinato ad altri tessuti naturali, come seta, lana e cotone, con uno straordinario effetto lucentezza.
Oltre a mantenere nel tempo il colore, il modal non fa i pallini, è traspirante, lascia la pelle asciutta. Non sopporta le alte temperature, quindi occhio ai lavaggi: meglio se a freddo e a mano.
(Testo tratto da “Zero motivi per non essere fashion” di Claudio Di Gennaro)

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Un ConsiglioPerTe

Abbiamo conosciuto un’azienda di Verona, che ha fatto del fashion la sua bandiera: Attesa Maternity. Non solo eleganza e design, ma anche e soprattutto materiali selezionati e una confezione sartoriale 100% Made in Italy. Vogliamo proporti, in particolare, un comodissimo abito nero in modal. Ti va di dare un occhio alle loro proposte?

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